Scultura San Michele Arcangelo

Chiesa di San Michele Arcangelo
Scultura
San Michele Arcangelo
Ambito culturale napoletano
Sec. XVIII (seconda metà)
Legno Policromo
Church of ” San Michele Arcangelo”
Sculpture
Archangel Michael
Neapolitan cultural context
18th century
Polychrome wood
Il Culto di San Michele è uno dei culti più antichi del territorio grottese. Le prime attestazioni del culto relative a Grottaminarda risalgono alla piena età normanna (XII secolo), anche se la presenza del campanile di Sant’Angelo, edificato nel X secolo, fa retrodatare le origini del culto. Indubbiamente il culto deriva dalla frequentazione longobarda, che nell’area irpina durò dal VI all’XI secolo.
Un luogo di culto dedicato all’Angelo è attestato a Grottaminarda dal XII secolo nel luogo dove attualmente sorge la Chiesa di San Michele Arcangelo, nota nella tradizione popolare anche come Chiesa di Sant’Angelo.
La tradizione storiografica ipotizza che l’antico abitato di Grottaminarda sorse proprio in relazione a questo luogo di culto, che quasi sicuramente in origine doveva essere una dipendenza monastica.
Non si sa quando divenne indipendente, ma nel XIV secolo, il rettore dell’edificio sacro aveva il titolo di abate, mentre nel secolo successivo l’abate era anche il responsabile della parrocchia di San Michele Arcangelo attestata nel 1522.
La documentazione superstite attesta che fino al terremoto del 29 novembre 1732 nella chiesa di San Michele il culto all’Arcangelo era legato alla tela del XVII secolo alla quale si ispira, oggi conservata nella Chiesa Madre.
Dopo il terremoto e quindi la ricostruzione e la riapertura della Chiesa, avvenuta nel 1752, il culto si lega all’odierna scultura lignea di San Michele Arcangelo.
Nel corso dei secoli sono stati realizzati numerosi restauri, gli ultimi attestati risalgono al 1992 per interessamento dei parroci Don Rocco Salierno e l’Abate Don Vincenzo Barrasso. L’ultimo restauro del 2022, durato tre anni e compiuto per interessamento del parroco Don Carmine Santoro, è stato realizzato dall’artista Margherita Gramaglia e finanziato dai coniugi Dott. Michele D’Ambrosio e Sonia Apollonia Bruno. L’Associazione Rotary Community Corps Av est nell’ambito del progetto App-Art ha seguito tutte le fasi del restauro.
testi di
Raffaele Masiello
The Cult of “San Michele” is one of the oldest cults in the Grotesque area. The first attestations of the cult relating to Grottaminarda date back to the full Norman age (12th century), although the presence of the bell tower of Sant’Angelo, built in the 10th century, backdates the origins of the cult. Undoubtedly the cult derives from the Lombard attendance, which in the Irpinia area lasted from the 6th to the 11th century.
A place of worship dedicated to the Angel has been attested in Grottaminarda since the twelfth century in the place where the Church of San Michele Arcangelo currently stands, also known in popular tradition as the Church of Sant’Angelo.
Historiographic tradition speculates that the ancient town of Grottaminarda arose precisely in relation to this place of worship, which almost certainly originally had to be a monastic dependence.
It is not known when it became independent, but in the fourteenth century, the rector of the sacred building had the title of abbot, while in the following century the abbot was also the head of the parish of San Michele Arcangelo attested in 1522.
The surviving documentation certifies that until the earthquake of November 29th, 1732 in the church of San Michele the cult of the Archangel was linked to the seventeenth-century canvas which inspired it, now preserved in the Mother Church.
After the earthquake and then the reconstruction and reopening of the Church, which took place in 1752, the cult is linked to today’s wooden sculpture of St. Michael the Archangel.
Over the centuries numerous restorations have been carried out, the last certificates date back to 1992 by the parish priests Don Rocco Salierno and the Abbot Don Vincenzo Barrasso. The last restoration in 2022, which lasted three years and was carried out by the parish priest Don Carmine Santoro, was carried out by the artist Margherita Gramaglia and financed by the spouses Dr. Michele D’Ambrosio and Sonia Apollonia Bruno. As part of the App-Art project, the Rotary Community Corps Av est association has followed all stages of the restoration.
R. M.
Il restauro del 2020-2022
.....
Relazione tecnica sul restauro della scultura in legno policromo raffigurante “S.Michele Arcangelo” della Chiesa di S.Michele Arcangelo in Grottaminarda (AV)
Margherita Gramaglia
Stato di conservazione
La scultura raffigurante S.Michele Arcangelo si presentava ricoperta da dipinture che ne avevano alterato completamente alcune delle caratteristiche originarie.
Le sovrapposizioni appesantivano l’aspetto dell’opera. Erano visibili stuccature grossolane, effettuate durante interventi precedenti. Lesioni dovute a distacchi della preparazione si notavano in più punti .
La scultura presentava evidenti problemi statici soprattutto alla base. Quest’ultima appariva sconnessa con cedimenti sia sul piano d’appoggio della scultura che negli angoli.
Erano, inoltre, presenti numerose lacune anche sulle cornici dorate.
in costruzione


Le braccia di S.Michele Arcangelo erano staccate dal corpo. Sconnessioni erano visibili anche sulla figura del diavolo che presentava evidenti lesioni e sbollature della preparazione che nel tempo avrebbero creato ulteriori distacchi con la conseguente creazione di nuove lacune della pellicola pittorica .

Sulle gambe del diavolo , si notavano micro lesioni in corrispondenza dei punti di assemblaggio dei vari pezzi che le compongono. La presenza di fori di sfarfallamento testimoniava un attacco di insetti xilofagi.
in costruzione
Intervento di restauro
Per il il trasferimento della scultura presso il laboratorio di restauro è stato necessario eseguire la velinatura delle parti più fragili applicando fogli di carta giapponese fatta aderire con resina acrilica. Questa fase preliminare ha evitato danni all’opera durante il trasporto e ha permesso, successivamente, il fissaggio della preparazione pittorica tramite iniezioni di resina acrilica Primal AC33.
Prima di intervenire con la fase di pulitura è stato necessario realizzare alcuni saggi di pulitura indispensabili per valutare la consistenza e l’estensione delle policromie sottostanti a quella visibile . Dopo aver valutato il tipo d’intervento si è proceduto con la pulitura asportando le dipinture con una soluzione a base di butilammina e degli strati di stucco sovrapposti con l’azione meccanica del bisturi. Lo sporco grasso è stato eliminato con l’uso di impacchi di dimetilformammide , amile acetato, alcool, ammoniaca e acetone .
Dopo aver effettuato il fissaggio della pellicola pittorica , si è proceduto con la disinfestazione eseguendo due tipi d’intervento:
- a) imbibizione con una soluzione di permetrina , che ha reso il supporto ligneo tossico e inappetibile;
- b) immissione di azoto in contenitore sigillato (anossia) dove è rimasta per circa 40 giorni e che ha avuto lo scopo di eliminare i tarli in ogni loro stadio di sviluppo.
in costruzione

La scultura è stata poi consolidata con la resina acrilica Paraloid B72 e sistemata staticamente. Gli elementi staccati, tra cui le braccia di S.Michele Arcangelo e la testa del diavolo ,sono stati incollati e fissati con l’inserimento di perni che ne assicurano un perfetto ancoraggio. Le lacune sono state integrate con un composto a base di gesso di Bologna e colla di coniglio. La reintegrazione pittorica è stata eseguita con colori ad acquerello e a vernice da restauro. Una nebulizzazione di vernice finale opaca della Lefranc ha concluso l’intervento.
in costruzione






