Copia Sacra Sindone


Parrocchia Santuario Maria SS. di Carpignano
Riproduzione autentica
Sacra Sindone
Sec. XXI
Stampa su stoffa
Parish Sanctuary Maria SS. di Carpignano
Authentic reproduction
Holy Shroud
XXI century
Printed on fabric
Del Sacro Telo una copia autentica è stata donata al Santuario di Carpignano da Padre Nicola Boccuzzo, ove dal 5 maggio 2021 è in ostensione permanente. In questa stessa data, per promuoverne la conoscenza e il culto, l’associazione Rotary Community Corps AV Est ha organizzato, in rispetto alle norme anti Covid, una diretta televisiva e zoom indirizzata a numerose scuole di diverso ordine e grado e agli utenti televisivi della regione Campania e non solo, che ha visto come relatrice l’esperta e famosa Sindonologa Dott.ssa Emanuela Marinelli.
La Sindone, il mistero che affascina
di Emanuela Marinelli
La Sindone (dal greco sindon, lenzuolo) è un lungo telo di lino (442 cm per 113 cm) che ha certamente avvolto il cadavere di un uomo flagellato, coronato di spine, crocifisso con chiodi e trapassato da una lancia al costato.
Un’antica tradizione la ritiene il lenzuolo funebre di Gesù Cristo.
La preziosa reliquia è stata in possesso dei Savoia dal 1453 fino al 1983, quando Umberto II la donò al Papa. Dal 1578 la Sindone è conservata a Torino.
Le prime notizie storiche certe dell’esistenza di questa reliquia risalgono a metà del XIV secolo, quando Geoffroy de Charny consegnò la Sindone ai canonici di Lirey, presso Troyes, in Francia. Sua moglie, Jeanne de Vergy, era una pronipote di Othon de la Roche, un cavaliere crociato che molto probabilmente la portò via da Costantinopoli durante il saccheggio della IV crociata (1204).
La Sindone potrebbe essere giunta a Costantinopoli il 16 agosto del 944 proveniente da Edessa (oggi Urfa, nel sud-est della Turchia) con il nome di Mandylion, un panno su cui si riteneva miracolosamente impressa l’immagine di Gesù. Le copie del Mandylion, e in generale tutte le raffigurazioni di Cristo dal IV secolo in poi, sono ispirate alla Sindone. Un’antica tradizione attribuisce a San Giuda Taddeo Apostolo il trasporto da Gerusalemme a Edessa della stoffa con l’impronta di Cristo.
Nel 1988 la Sindone fu datata con il metodo del Carbonio 14. In base a questa analisi, risalirebbe a un periodo compreso tra il 1260 ed il 1390 d.C. Però le modalità dell’operazione di prelievo, la zona del campionamento e l’attendibilità del metodo per tessuti che hanno attraversato vicissitudini come quelle della Sindone sono ritenute insoddisfacenti da un numero rilevante di studiosi. Nel 2013 tre nuove analisi, condotte presso l’Università di Padova, hanno datato la Sindone all’epoca di Cristo. Si tratta di due datazioni chimiche, basate sulla spettroscopia vibrazionale, e un metodo di datazione meccanico.
Una recente indagine statistica, basata sui dati ufficiali e sui dati grezzi della datazione del 1988, ha dimostrato che quella conclusione non è affidabile a causa della disomogeneità dei campioni utilizzati. Questi risultati sono stati pubblicati su una rivista dell’Università di Oxford, Archaeometry, nel 2019.
Molte altre analisi scientifiche avvalorano l’autenticità della Sindone: la grande abbondanza di pollini di provenienza mediorientale e di aloe e mirra; la manifattura rudimentale della stoffa; la presenza di aragonite simile a quella trovata nelle grotte di Gerusalemme; una cucitura laterale identica a quelle esistenti su stoffe ebraiche del primo secolo; cospicue tracce di DNA mediorientale.
Sulla Sindone è visibile l’impronta in negativo del corpo che vi fu avvolto, oltre alle macchie del suo sangue, che alle analisi è risultato vero sangue umano di gruppo AB, decalcatosi dalle ferite del cadavere in un tempo valutato attorno alle 36-40 ore. L’impronta, dovuta a disidratazione e ossidazione delle fibrille superficiali del lino, si può spiegare solo ammettendo che il corpo abbia emesso una radiazione luminosa. La Sindone ci porta dunque fin sulla soglia del mistero della Resurrezione.
Lettura
della Sindone
1.Feritada chiodo al piede destro. 2.Aloni causati da acqua. 3.Ferita da lancia al costato. 4.Ferite da spine alla testa. 5.Colpi di flagello. 6.Colata di sangue nella zona lombare. 7.Ferita da chiodo al piede destro. 8.Linee carbonizzate prodotte dall’incendio del 1532. 9.Fori triangolari prodotti dall’incendio del 1532. 10.Escoriazioni alle spalle dovute al trasporto del patibulum, ovvero la trave orizzontale della croce. 11.Ferite da spine alla fronte. 12.Ferita da chiodo al polso sinistro. 13.Zona del prelievo per la datazione radiocarbonica
An authentic copy of the Saced Cloth was donated to the Sanctuary of Carpignano by Father Nicola Boccuzzo, where since 5th May 2021 it is inpermanent exhibition. On this same date, to promote the knowledge andworship, the Rotary Community Corps AV Est association organized, incompliance with the anti-Covid regulations, a live television and zoom addressed to numerous schools of different types and levels and to television users in the Campania region and beyond, which has seen as speaker the expert and famous Sindonologist Mrs. Emanuela Marinelli.
The Shroud, the mystery that fascinates
by Emanuela Marinelli
The Shroud (from the Greek sindon, sheet) is a linen cloth measuring 442 cm long and 113 cm wide which certainly wrapped the corpse of a scourged man, crowned with thorns, crucified with nails and pierced by a spear at his cost.
Those who have Christian faith consider it the sheet that wrapped the body of Christ after the deposition from the cross.
The precious relic remained in the possession of the Savoy dynasty from 1453 until 1983 when Umberto II gave it to the Pope.
Since 1578 the Shroud has been kept in Turin.
The first certain historical information of the existence of this relic dates back to the mid-fourteenth century, when Geoffroy de Charny delivered the Shroud to the canons of Lirey, near Troyes, in France. His wife, Jeanne de Vergy, was a great-granddaughter of Othon de la Roche, a crusader knight who most likely took her away from Constantinople during the sacking of the Fourth Crusade (1204).
It is believed that the Shroud arrived in Constantinople on August 16th 944 from Edessa (now Urfa, in south-eastern Turkey) with the name of Mandylion, a cloth on which the image of Jesus was thought to have been miraculously impressed.
In 1988, analyses were carried out on the cloth to attribute a dating and according to the carbon 14 method it would go back to a period between 1260 and 1390 AD.
The modalities with which this analysis would have been carried out did not fully satisfy a good number of scholars according to whom it would be completely unreliable for the modalities of the sampling operation, for the sampling area, etc. etc.
In 2013, three new analyses, conducted at the University of Padua, attributed to the Shroud a dating to the time of Christ: these are two chemical dating, based on vibrational spectroscopy, and a mechanical dating method.
Many other scientific analyses confirm the authenticity of the Shroud due to the great abundance of pollen from the Middle East and aloe and myrrh; for the rudimentary manufacture of cloth; due to the presence of aragonite similar to that found in the caves of Jerusalem; for a side seam identical to those existing on first century Jewish fabrics; notable traces of Middle Eastern DNA.
On the Shroud you can see the negative imprint of the body that was wrapped in it, in addition to the stains of his blood, which on the analysis turned out to be real human blood of group AB, imprinted from the wounds of the corpse in a time estimated around 36-40 hours. The imprint, due to dehydration and oxidation of the superficial flax fibrils, can only be explained by admitting that the body has emitted light radiation. The Shroud therefore takes us to the threshold of the mystery of the Resurrection.
Reading of the Shroud
1. Nail Injury to right foot. 2. Halos caused by water. 3.
Spear wound in the side. 4.Head thorn injuries. 5.
Scourge strokes. 6.Blood flow in the lower back. 7.Nail
wound in right foot. 8. Charred lines produced by the fire in 1532. 9.
Triangular holes produced by the fire in 1532. 10. Excoriations on the shoulders
due to the transport of the patibulum, or the horizontal beam of the
cross. 11.Injuries from thorns in the
forehead. 12. Nail wound in left wrist. 13. Area of sampling for radiocarbon
dating.






