Campanile di San Michele Arcangelo
Chiesa di San Michele Arcangelo
Campanile
Ambito irpino
Campanile di San Michele
Sec. X-XII

Church of Archagel Michael
Il Campanile di San Michele Arcangelo, noto anche come Campanile di Sant’Angelo, è la testimonianza architettonica più antica e conservata del territorio di Grottaminarda. Il primo impianto risale al X secolo.
È stato più volte vittima dei vari terremoti che si sono susseguiti nel corso dei secoli, ma sempre è stato ripristinato nelle forme antiche. Tra i tanti terremoti ricordiamo quello del 1125, del 1456, del 1688, 1694, 1702, 1732, 1930, 1962 e del 23 novembre 1980. L’ultimo fu il più invasivo perché distrusse l’ultimo piano e ne compromise la fisionomia e la stabilità architettonica.
La caratterizzazione principale del campanile è costituita dal fatto che per tutta la sua altezza sono stati impiegati dei materiali di spoglio provenienti probabilmente da un vicino insediamento di origine classica.
Gli studiosi, nonostante le varie manomissioni d’età moderna , riconoscono nella struttura due interventi principali: uno del X- XI secolo e uno avvenuto tra la fine dell’XI e il XII secolo, con buona probabilità dopo il terremoto del 1125.
Il campanile, per tecnica e tipologia ricorda, tra gli altri, il campanile della Cattedrale di Avellino, le torri della cinta muraria di Benevento, la torre Febronia dell’Abbazia di Goleto a Sant’Angelo dei Lombardi.
Il campanile, oltre alle normali funzioni religiose, aveva anche una funzione di controllo e di difesa come dimostra la feritoia, rivolta verso una delle porte di accesso alla cittadina, l’antica porta Sant’Angelo abbattuta dopo il terremoto del 1980.
Il campanile, di 4 m x 4 di base, è composto da tre ordini o livelli.
Il primo ordine è simile ad un alto podio con cornice aggettante. È interamente composto da elementi di spoglio di grosse dimensioni realizzati in pietra locale, giustapposti da elementi in cotto, disposti qua e là sui corsi orizzontali e i giunti verticali.
Gli spolia sono principalmente di calcare bianco ma alcuni sono di calcarenite rossa. Nei conci del basamento si evidenziano numerosi segni delle grappe romane.
All’inizio del XII secolo, a seguito di un evento di una certa importanza, probabilmente il terremoto del 1125, vennero ricostruiti il secondo e il terzo livello, anch’essi caratterizzati dall’utilizzo di materiali vari di diversa natura e provenienza, tra cui spicca, nell’angolo sud-est, del secondo livello, un capitello di parasta o di lesena.
Il secondo livello, inoltre, è caratterizzato da due monofore nei lati sud e nord, nonché sul lato ovest da un’apertura squadrata con lunetta aperta, in cui, in origine doveva essere posizionata una campana. Segno evidente che in origine il Campanile doveva essere del tutto indipendente dalle strutture della Chiesa.
Le monofore sono concluse da una ghiera a tutto sesto formata da blocchi sagomati di calcare bianco, accostati a laterizi in modo da produrre una bicromia. La monofora del lato sud è ulteriormente decorata da cinque bacini ceramici, di cui solo due conservati, che incorniciavano l’arco della stessa.
Nel terzo ordine, sempre nei lati sud e nord, si trovano due bifore ad archi oltrepassati, incassati nei piedritti e nella ghiera di un arco a tutto sesto.
Le colonne delle bifore sono state realizzate ex novo, dopo il terremoto del 1980; i capitelli sono originali e, per tipologia, vanno datati al XII secolo. Il capitello conservato nella bifora del lato sud, che riproduce delle foglie d’acanto intrecciate, in origine presentava anche delle paste vitree, di cui oggi restano solo i segni della malta.
A seguito del terremoto del 1980, la parte superiore del terzo ordine è stata integralmente ricostruita, smontando i conci del paramento dopo averli numerati. Tuttavia, il rimontaggio, considerate le cifre ancora visibili, disposte alla rinfusa, avvenne in maniera approssimativa.
Il Campanile conserva al suo interno quattro campane. Due gemelle realizzate nel 1997, fondendo una vecchia campana seicentesca. Entrambe le campane recano l’immagine del Crocifisso e di San Michele. Sotto l’immagine di San Michele compare un’iscrizione in due righe che recita: FUSA A.D. 1623/ RIFUSA A. D. 1997; sotto l’iscrizione lo stemma della fabbrica di Agnone.
La campana grande, fusa nel 1926, reca anch’essa l’immagine di S. Michele e la stessa immagine un’iscrizione in 5 righe: VESCOVO G/ PADULEI/ ABATE MICHELE / DEL VISCOVO/ AERE SUO; a sinistra dell’immagine iscrizione in 2 righe: PADRINO/ DEL VISCOVO; a destra dell’immagine iscrizione in 5 righe: GENNARO / RIPANDELLI/ DA SANT’ANGELO DEI / LOMBARDI/ FECE 1926.
La quarta campana è quella più antica. Ha una forma allungata , non reca immagini ma ha un’iscrizione in caratteri gotici, purtroppo di difficile lettura. Per i caratteri e per la forma allungata la campana può essere datata al XIII- XIV secolo.
R. M.
in costruzione
