Madonna con bambino

Santuario Maria SS.ma di Carpignano
Dipinto
Secc. XII, XVII (rimaneggiato XX secolo)
Olio su tavola 

 

L’opera, un dipinto ad olio su tavola, raffigura una Madonna in trono con il Bambino.

La scena rappresentata nel dipinto che si va a descrivere è molto naturale. 

La Vergine, incoronata, è rappresentata seduta, con un ampio mantello decorato a stelle ed una tunica drappeggiante. Ha tra le mani il figlio nudo, la mano destra è posta all’altezza dell’inguine del Bambino mentre la sinistra è posta al di sotto del piede sinistro del Bambino che, nella parte destra della tavola, appare ritto sul ginocchio sinistro della mamma e regge, nella mano sinistra, un piccolo pavone simbolo di resurrezione e di rinascita; nello stesso tempo poggia la mano destra sulla mano destra della madre.

Nel particolare: Maria si accorge di essere guardata per cui accomoda l’ampio mantello che protegge il suo bene più prezioso per mostrare ai fedeli suo figlio che, continuando a guardare la madre, si alza dritto sulle gambe appoggiando, in un gesto di affetto e di fiducia, la propria mano su quella della mamma.  Lo sguardo della Vergine è rivolto ai fedeli, quello del Bambino rivolto alla madre, entrambi i personaggi sono rappresentati con carnagione scura.

Dietro di loro vi sono due angeli con gli sguardi rivolti a chi li sta guardando e sorreggono un ampio drappeggio.

Secondo la leggenda, che segue un topos agiografico consueto, la tavola sarebbe stata ritrovata nell’anno 1150 da alcuni pastori nel cavo di una pianta di càrpine.

L’ultimo restauro ha dimostrato che il supporto ligneo ha un’origine orientale e che può essere datato nel XII° secolo.

La tavola, con buona probabilità, è una delle tante opere d’arte trasportate dall’Oriente in occasione delle varie Crociate che, nel nostro caso, è la seconda svoltasi tra il 1145 ed il 1149.

L’opera è stata rimaneggiata più volte nel corso dei secoli tanto che non si conosce l’aspetto originale della Madonna in quanto, nel 1639, l’immagine mariana venne totalmente ridipinta nelle forme che vediamo oggi, come attestava un’iscrizione alla base dell’immagine (CRYSPIGNANA MAT[er]/ DEI INVENTA/ ANNO D(omini) 1150/ [sul lato destro] RENOVATA E[x] VOTO/ ANGEL[o/a] .. A .. NO/ GRUPT[a  A(nno) D(omini) 16]39, ovvero «La Madre di Dio di Carpignano rinvenuta nell’anno del Signore 1150, (fu) restaurata per voto di Angelo (o Angela) .. a .. no di Grotta nell’anno del Signore 1639), oggi parzialmente rimaneggiata.

Successivamente la tavola è stata restaurata nel 1801, nel 1871, nel 1909, nel 1950, nel 1981 ed, infine, nel 2004.

In particolare va ricordato che il restauro realizzato nel 1909 fu effettuato dal pittore Vincenzo Volpe, quello del 1981 dell’artista francescano Padre Andrea Martini che, per i gravi danni causati dal terremoto del 1980, ne ha modificato notevolmente l’immagine seicentesca; il restauro effettuato nel 2004 ad opera del maestro Umberto Piezzo di Napoli il quale ha cercato di recuperare i frammenti originali dell’opera e ricostruire, nel limite del possibile, l’immagine originale seicentesca.

Il supporto dell’opera, composta da una sola asse di legno a sviluppo verticale e proveniente da un albero di noce del diametro di almeno un metro, può essere datato -in base alla tecnica costruttiva con la quale è stato realizzato – nel XII° secolo; di contro, l’immagine, in base alla tecnica pittorica e alla tipologia mariana, tralasciando le ridipinture dei secoli successivi, può essere datata nel XVII° secolo.

R. M.